Biografia
Bologna, 1941. Sessant'anni di pittura, grafica e ricerca sul segno.
Gli esordi e la formazione
1941Cesare Cesarini nasce a Bologna, dove vive e lavora. Si forma all'Istituto statale d'Arte della città.
1962Riceve il premio acquisto per il bianco e nero alla «Mostra d'autunno» nel Salone del Trecento di Palazzo Re Enzo, con una segnalazione di Francesco Arcangeli. Espone alla stessa rassegna l'anno seguente e alle edizioni di «Arte contemporanea in Emilia e Romagna» al Museo Civico di Bologna fino al 1966. Dal 1967 al 1970 si dedica alla grafica disegnando per Mulhouse.
Gli anni Settanta: l'informale e Rimbaud
1973–75Torna al pubblico con il premio acquisto «Lotte Socialiste per il Progresso e la Pace»; seguono la personale al Circolo della Stampa di Bologna, recensita da Giorgio Ruggeri, e quella allo Studio 15 di Milano, presentata da Lino Cavallari: «Cesarini non ha mai smentito le proprie origini astratto-informali e non si è mai lasciato tentare da sperimentalismi inadeguati». Alla Galleria Sanvitale, Ruggeri riconosce «i severi e profondi rapporti tonali che rivelano maturità di pensiero, dominio e forte sentimento».
1979Rende omaggio al mondo poetico di Arthur Rimbaud con una personale all'Associazione Culturale Italo-Francese di Bologna: opere materiche e a collage ispirate alle Illuminations e a Une saison en enfer. In settembre è invitato al Premio Lubiam di Sabbioneta, dove riceve il Virgilio d'argento.
Gli anni Ottanta: la scena del delitto
1981All'Associazione di Cultura Italo-Americana John Hopkins di Bologna allestisce «Il tempo degli assassini», ispirata al testo di Henry Miller dedicato a Rimbaud.
1983In Palazzo Bolognini, sede del British Institute, apre «La scena del delitto», ambientazione scenografico-pittorica sul romanzo gotico e il new horror; all'inaugurazione un dibattito con Umberto Eco, Giovanna Franci e Guido Fink, che firma la presentazione in catalogo.
1984–88Sue opere entrano in collezioni pubbliche e private in Italia e negli Stati Uniti; dal 1984 è esposto in permanenza alla Boston University. Esegue manifesti e grafica per l'Accademia delle Scienze e per l'Università di Bologna — dal «Sublime: Creazione e Catastrofe nella poesia» alla Saecularia Nona dell'Alma Mater — e cura copertine e collane editoriali. Nel 1986 la personale alla Montrasio Arte di Monza è recensita su «la Repubblica»: «Rimbaud fatto colore nelle tele delicate dell'arioso Cesarini» (Luisa Somaini).
1989La personale al Biloba Studio di Bologna, presentata da Dario Trento, affianca le ultime opere a una retrospettiva degli anni Sessanta e Settanta: «Amor di graffiti e un tocco d'ironia», titola Carlo Gullotta su «la Repubblica»; per Roberto Vitali «il discorso sullo spazio diviene concentrato e rarefatto fino al limite di una sommessa raffinatezza».
Dagli anni Novanta: arte, moda, città
1991Inizia la collaborazione come illustratore con il quotidiano «la Repubblica». Nel 1995 realizza per l'A.N.T. la decorazione di un autobus della linea metropolitana di Bologna.
2000A Palazzo Isolani inaugura «Arte e Moda: incroci e contaminazioni», in occasione della tavola rotonda con Danilo Eccher, Giovanna Franci, Roberto Grandi e Guido Vergani, nell'ambito del seminario «Chic Thrills» della Scuola Superiore di Studi Umanistici diretta da Umberto Eco.
2001All'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma la personale «The Wings of Fashion», tele di grandi dimensioni sostenute dall'Ambasciata Italiana, accompagna il dibattito «Art, Fashion and Design: Cross-Fertilizations and Contamination».
2003All'Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles presenta «Vulnerable White Hangers», a compimento della rassegna «Art and Fashion Design: Cross-Fertilization».
2009All'Urban Center in Salaborsa, a Bologna, inaugura «Segni della Memoria»: la rielaborazione pittorica dei graffiti e delle tracce lasciate sui muri delle città, progetto del Laboratorio di Ricerca sulle Città con l'Alma Mater Studiorum e l'Associazione Culturale Italo-Britannica, seguita dalla tavola rotonda «Segni e suoni: cultura e musica di strada».